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Testimonianza di una famiglia in Cristo, Francesco, Maria Grazia e Raffaella.P

(…) Ora posso dire che Dio mi era vicino ed io non lo sapevo...

 

Mi chiamo Francesco, e voglio raccontare la mia testimonianza. Sono nato in una famiglia non evangelica, ma credevo in Dio, anche se mi sembrava lontano e disinteressato ai miei problemi.
Ho iniziato a soffrire fin da piccolo, con una brutta malattia causata dalla perdita di piastrine con emorragia, dove all’età di 12 anni mi ricoverarono d’urgenza asportandomi la milza.

Pensavo che i miei problemi fossero finiti, ma non fu cosi; perchè dopo due anni ebbi un problema all’occhio sinistro e lo persi. Iniziarono in me dei conflitti, avendo avuto la possibilità di vedere bene, mi rendevo conto che stavo perdendo la vista.

Dopo altri due anni persi anche l’occhio destro, avevo 16 anni. Andai in depressione: scesero le tenebre; mi animava un solo pensiero in quella circostanza: quella del suicidio! Avevo perso il bene più prezioso…

Ma fu solo un pensiero fugace perchè avevo paura della morte. Mi abbandonai totalmente allo sconforto e alla rassegnazione, sembravo un pugile battuto e gettato a terra. Passarono cinque anni dalla perdita della vista e sono stati i più brutti della mia vita.....

Avevo imboccato un tunnel senza sbocco, vedevo tutto buio, sia dentro che fuori, nessuna distinzione....Ora posso dire che Dio mi era vicino ed io non lo sapevo. Ma Gloria al suo nome....Dopo un lungo periodo di tristezze, di lacrime e di delusioni, qualcuno mi stava parlando di un Gesù diverso da quello che credevo; infatti egli bussava alla porta del mio cuore, per entrare....Ascoltavo la radio evangelo, tra le tante parole udite nella predica un versetto mi parlò: "Venite a me, voi tutti che siete travagliati ed aggravati, ed io vi darò riposo"( Matteo 11:28).

Il Signore mi ha raggiunto offrendomi il suo amore ed il suo perdono. E’ stato per me l’incontro più bello e felice della mia vita; dopo tanto penare nel buio, una luce che veniva ad illuminare gli occhi del mio cuore, dandomi pace e gioia. La mia vita fu cambiata, e da quel momento sono diventato un suo figliuolo! Gloria a Dio! Da quel giorno sono passati tanti anni, ringrazio il Signore per la mia cecità fisica, perchè mi ha permesso di accettarlo. Altre prove e difficoltà sono venute, ma Lui mi ha aiutato e mi sostiene giorno dopo giorno, portando su di se i miei pesi.

Voglio in conclusione ringraziare il mio Dio per avermi dato una famiglia spirituale nella chiesa, ma in modo particolare, lo ringrazio per mia moglie e i miei due bambini, dono di Dio per me e luce dei miei occhi. Il Signore mi ha donato al di la di ogni desiderio, io e mia moglie serviamo insieme il Signore, siamo una famiglia unita, ci sosteniamo a vicenda, e nelle prove e nelle difficoltà che abbiamo attraversato, il Signore ci ha raggiunto con il suo meraviglioso Amore, ha asciugato le lacrime dagli occhi nostri e ci ha dato vittoria in ogni circostanza. Abbiamo imparato a dirgli GRAZIE, perchè solo Lui è degno della nostra lode...

Ringrazio Dio perchè Lui è fedele e le sue promesse sono veraci; la mia preghiera dunque è di essergli ogni giorno fedele e costante nelle sue vie, seguendo il mio Maestro e ubbidendo alla Sua parola.
Iddio ci benedica!
Francesco P.


Non sono nata in una famiglia cristiana, ma ringrazio il Signore per il percorso che ha tracciato per me, affinchè arrivassi a conoscere il Suo meraviglioso Amore. Quando i miei genitori si separarono, io ero molto piccola, i miei ricordi sono vaghi, fui messa in un collegio femminile dove sono stata per cinque anni, la mia infanzia, era un collegio di suore.

Avevo timore di Dio, ma ho conosciuto Dio nel modo sbagliato: il Dio che conoscevo io era lontano, sempre pronto a punire appena aprivo bocca, per colpa di una ci passavamo tutte, quindi brava o cattiva non c’era differenza, mi sentivo schiava della preghiera, era un obbligo pregare un Dio con parole a memoria, non avevano senso tutte quelle parole, però dovevo dirle, era peggio di una prigione, obbligati a fare tutto, anche se una cosa non ti piace o non vuoi farlo, non avevo scelta. Finalmente dopo i cinque anni, il tribunale minorile mi affidò a mio padre ed a mia zia, sorella di mio padre, ( l’ho persa due anni fa); potevo tornare a casa per sempre niente più collegio! Era una grande liberazione, mi sentii libera dalle preghiere imposte, e finalmente avevo una casa dove stare.

Tornata a casa però nel mio cuore sentii che mi mancava qualcosa, il desiderio di trovare Dio, ma avevo paura perchè non sapevo come. Decisi di andare in chiesa la domenica mattina, perchè volevo ascoltare, ricevere e dare, feci parte del Volontariato fra gli ammalati, ero iscritta all’Azione Cattolica, aiutavo chi aveva bisogno di aiuto, non mi sono mai tirata indietro, andavo avanti da sola, senza consigli, seguivo il mio istinto tra ciò che è bene, da ciò che è male; finchè nel 1986, mio padre si ammalò gravemente, gli diagnosticarono una paralisi progressiva all’ultimo stadio, aveva 42 anni. Il mio mondo crollò, perchè tutto il mio affetto lo avevo riversato su mio padre, non avrei mai immaginato che si sarebbe ammalato, mi sentii tradita, oramai non era più lo stesso, lotte tra ospedali, guardia medica, reparti psichiatrici, carabinieri, perchè scappava, più volte ha cercato di togliersi la vita, un giorno tornando a casa dal lavoro, aveva un brutto coltello in mano, gli andai incontro e mi feci dare quel coltello, sapevo nel profondo del mio cuore, che non mi avrebbe mai fatto del male. Era diventato pericoloso per se stesso e per gli altri, i dottori gli davano sei mesi di vita. Ma grazie a Dio, i piani di Dio sono diversi dai nostri...

Portai mio padre a Napoli in una struttura dove prendevano i casi come quelli di mio padre, non sapete quanto ho odiato Napoli, perchè mi aveva allontanato da mio padre, ma adesso ringrazio il Signore, ancora non lo conoscevo, ma il Signore stava preparando la mia vita ad incontrarlo. Dalla malattia di mio padre sono passati 20 anni, mio padre è ancora in vita, se Dio vorrà compirà 62 anni a marzo. Questo è stato il primo miracolo che il Signore ha fatto per me.

Nel 1991 conobbi il Signore, sono il frutto di una evangelizzazione che il quell’anno si ebbe, ma non sono andata io, lavoravo e studiavo, non ne sapevo niente di tende di evangelizzazione, ma il Signore conosceva il mio cuore: è stato il Signore stesso a mandarmi due suoi figliuoli a parlarmi di Lui, ricevetti la mia prima bibbia, che tengo tutt’ora, iniziai a leggerla, non facevo altro, avevo la bibbia sempre con me, a lavoro, a scuola, dovunque andavo, cercai il Signore con tutto il mio cuore, iniziai ad andare in chiesa ed a sentirmi bene, trovai la mia famiglia nella chiesa, non mi sentivo più sola, potevo parlare, potevo fare domande, potevo veramente pregare nella libertà e con desiderio di conoscere Dio! Un Dio d’Amore che mi amava e si prendeva cura di me e della mia vita, lessi un verso molto bello, che mi portò al Signore: "Quand’anche tuo padre e tua madre t’avessero abbandonato, l’Eterno mi accoglierà"(Salmo 27:10). Queste sono state le parole più belle che qualcuno poteva dirmi, e me le ha dette il mio Signore, il mio Salvatore, ho riconosciuto il mio bisogno di Dio, il mio bisogno di perdono ed il mio bisogno di amore. Questo è il Miracolo più importante di tutta la mia vita, il miracolo della nuova nascita... Mi sentii diversa, il mio cuore era cambiato i miei sentimenti, non più odio, non più solitudine, ma gioia, pace, amore. Avevo trovato il mio Gesù! Da questo momento in poi, il mio cammino era insieme a Gesù; andai subito a cercare mia madre per chiederle perdono per averla odiata per quindici lunghissimi anni, ed il Signore non ha mancato di riunirmi a mia madre e farmi sentire tutto il suo amore di mamma, tutto quello che per anni avevo desiderato. Questo è un altro miracolo di Dio per la mia vita.

Nel 1994 subentrò un’altra prova difficile da superare, il terzo miracolo che Dio ha fatto per me. Finii all’ospedale per delle emorragie, però non lo sapevo che erano emorragie, purtroppo è una parte della mia storia un pò delicata, quando cresci e non hai nessuno con cui parlare, tutto ti sembra normale, ed anche questo problema sembrava normale per me, ma non fu cosi: feci un raschiamento con esame istologico ed una cura per un anno, sperando che la cura facesse effetto, perchè diversamente avrei dovuto averne l’asportazione....un vero è proprio incubo, avevo paura, e non mi fidavo più neanche del Signore, pensavo mi avesse abbandonata, non lo avrei mai accettato, ma il dottore mi propose la cura proprio perchè avevo 26 anni e potevo ancora realizzare i miei desideri più grandi, costruire la mia famiglia e avere dei bambini quando Dio avrebbe voluto! L’esame istologico usci negativo e la cura ebbe effetto, con grande meraviglia del dottore!

Il Signore non mi ha mai abbandonata, in questo stesso anno conobbi mio marito. Nel 1998 ci siamo sposati e sono venuta ad abitare a Napoli ( adesso Napoli, non la odio, anzi, era tutto nei piani di Dio, perchè dovevo venirci anch’io).Adesso ho la mia famiglia, ho due meravigliosi bambini, ho la mia comunità che amo e servo il Signore con la musica, ho tantissime sorelle e fratelli, e voglio ogni giorno studiarmi di piacere al mio Signore, per servirlo al meglio, onorarlo, ubbidire alla Sua meravigliosa parola, sapendo che Egli è sempre al mio fianco, non mi lascia e non mi abbandona. I miracoli di Dio nella mia vita, non sono ancora finiti, adesso nè aspetto un’altro; ed è quello di sentirmi dire dalla mia bambina: "Mamma ti vedo!" perchè lei è la mia bimba speciale ed i suoi occhietti non hanno la luce! Credo alla promessa che Dio mi ha fatto ed aspetto fiduciosa il Suo adempimento. A Dio tutta la GLORIA!

Maria Grazia. P



Sono nata con una displasia vitreo- retinica ad entrambi gli occhi. A 5 mesi feci la prima visita oculistica con la diagnosi di persistenza di vitreo primitivo con grossa piega falciforme. A 7 mesi feci il mio primo controllo in anestesia generale e a 10 mesi l’intervento all’occhio sinistro. L’intervento riusci nonostante la complessità; il professore ha disteso la retina, perchè era chiusa, come fosse un ombrello chiuso con distacco retinico al 5° grado, cataratta ed emorragia. Le parole del professore sono state: se vedrò la luce è un miracolo.

Da qui è partita la testimonianza dei miei genitori in questo ospedale. In seguito dopo qualche mese quando andai a controllo (14 mesi) per l’occhio sinistro non c’era più niente da fare. Tornammo a casa con i miei genitori tristi, per questa notizia, ma il Signore arrivò subito con la Sua meravigliosa risposta: Quando la mano dell’uomo si ferma perchè non può fare più niente, la mano di Dio può tutto! I miei genitori imiziarono a pregare per la mia guarigione pensando che quel messaggio riguardava solo il mio occhietto sinistro, ma non fu cosi....

Negli altri due anni successivi anche la situazione dell’occhietto destro precipitò lentamente, dopo un intervento di distacco retinico al 3° grado, cerchiaggio, per cercare di mantenere la retina,ed un intervento per emorragia dove il professore ha dato ai miei genitori la facoltà di decidere data la pericolosità dell’intervento, in quanto se si staccava la retina sotto intervento, avrei comunque perso il mio occhio destro. Era l’UNICA possibilità per me. (Il professore lo ha definito intervento disperato).

I miei genitori a quell’unica speranza, con l’aiuto del Signore hanno dato il loro consenso. Anche questo intervento riusci brillantemente! Vedevo la luce. Nel controllo successivo quella luce si era ridotta ad un quarto di retina, finchè a settembre del 2004 subentra il DIABETE, che finisce di spegnere quella luce che c’era. Ad aprile del 2005, i miei genitori hanno avuto la conferma che non vedevo più. Il professore scrisse la parola NON VEDE nei miei documenti e concludendo che per me non poteva fare più niente. Tutte la speranze crollarono per i miei genitori, ma Gesù nel suo immenso amore aveva già preparato la sua risposta! Al culto il giorno dopo ci fu un messaggio che diceva: NON ABBANDONATE LA SPERANZA.

Questa è la mia storia, dopo dieci ricoveri ospedalieri e tutte le possibilità tentate per i miei occhi....
Il Signore non ha mancato di usarsi di noi in quell’ospedale siamo certi che non è finita qui.Abbiamo fatto delle belle esperienze di testimonianza , e serbiamo ogni cosa nel nostro cuore, davanti a DIO, certi che il piano di Dio per i miei occhi è un piano di GUARIGIONE!

Non sappiamo i tempi di Dio, ma aspettiamo fiduciosi la sua PROMESSA.
Quel primo messaggio doveva realizzarsi per entrambi gli occhi. Adesso l’uomo non può fare più niente; adesso la mano di DIO può TUTTO.

Raffaella P.

 

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