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Testimonianza di Pietro Antonio ELDIN

(…) Antico adolescente delinquente e asociale, poi un soldato di carriera in pensione (26 anni nel comando)." Attualmente cappellano protestante di prigione, sposato con una Ginevrina anche lei cappellano di prigione ".

 

Chi sono – io ?

Innanzitutto sono un essere umano di sesso maschile, poi un antico delinquente adolescente ed asociale, poi un soldato di carriera in pensione (26 anni nel comando). Attualmente cappellano protestante di prigione, sposato con una Ginevrina anche lei cappellano di prigione.

Abbiamo 4 figli: Patrizio 32 anni sposato con Aurora e un nipotino Pietro 2 anni, Stefano 30 anni, Sebastiano vicino al Signore da 20 anni, Giovanni-Tommaso 10 anni. Ma soprattutto un figlio di Dio salvato per grazia da 27 anni.

Quando mi chiedono quale è il mio segno zodiacale, benché estraneo a questa pratica, rispondo che sono nato sotto il segno dell'agnello, ascendente pentecoste .

Ho detto militare e cristiano.

Sento da qui i sussuri :

Cristiano e militare? Com’ è possibile?

"La volontà di Dio, è compiuta quando si è soldato?" Preferisco questa domanda a quella più classica e più peggiorativa, "Come si può essere cristiano e militare nello stesso tempo?"

Quest'ultima domanda me la sono chiesta piuttosto più di dieci volte. Ma oggi che ho lasciato l'esercito dopo ventisei anni di servizio, ho avuto così tanto di quelle prove che Dio voleva che restassi militare pur essendo cristiano, che non me la pongo neppure più. Tuttavia non è sempre stato così.

Dopo la mia conversione a Gesù Cristo, nel 1973 ho anche impegnato un processo amministrativo per lasciare l'esercito e rompere il mio contratto, poiché io credevo che il famoso "non ucciderai" si rivolgeva particolarmente a me che servivo in una unità di commandi dell'Aria. Ma Dio non l’ha voluto, permettendo anche che il mio comandante si convertisse anche lui (e con sua moglie), in seguito agli argomenti che io gli davo per spiegare il mio desiderio di lasciare l'esercito.

Infatti, non sono nato cristiano, lo sono diventato per una scelta deliberata e cosciente. Avevo ventisei anni, indurito dalla vita, assettato di tutto ciò che poteva procurare piacere, ma rinchiuso su me stesso, rendendo mia moglie ed i miei bambini infelici con il mio egoismo e la mia immoralita. È in questa situazione, che si può qualificare come catastrofica, che Dio mi tese un' "imboscata". Un giorno, un ufficiale della mia unità, m’invitò per la stessa serata ad una riunione. Rifiutò di darmi precisioni e mi disse semplicemente "vieni e vedrai!". Avevo voglia di rifiutare, tuttavia ho accettato è cosa insolita per me, gli ho chiesto se potevo venire con mia moglie.

Egli accettò e ci dette appuntamento sulla piazza del municipio. Non mi aspettavo certamente di sentire parlare di Dio. Se egli ci avesse fatto solamente allusione, o se egli mi avesse dato appuntamento in una chiesa, avrei certamente rifiutato.

Ho conservato la memoria dei luoghi, le sedie allineate in quella sala del municipio, con gli opuscoli posti sopra. Ma non mi ricordo ciò che ha detto l'oratore di quella riunione che credevo politico, ne dei cantici che mi sembravano patriottici poiché erano pacevole. Mi sentivo bene ed una sensazione sconosciuta si installava in me. Come volevo saperne di più, assistevo ad altre riunioni. Poco a poco delle parole come "Gesù Cristo, vangelo, amore, crocifissione", mi diventavano familiari. Più tardi, ho scoperto che questa sensazione sconosciuta era "La Pace di Dio", un attributo del suo regno, con la sua giustizia e la sua gioia, ma non conoscevo allora nella vita, ne l’una ne l’altra.

All'ascolto del vangelo, realizzavo tutta la distretta della mia vita ed il peso della mia responsabilità nel nostro fallimento familiare. Mi sono aggrappato al perdono che Dio mi accordava nella crocifissione di Gesù. Mi trovavo dinanzi alla giustizia di Dio, che prese interamente coscienza dell'affronto che il mio modo di vivere infliggeva a Dio. Gli chiedevo di cambiare il mio cuore ed aiutarmi a riparare i miei sbagli. Egli divenne il mio Salvatore.

Oggi, dopo vent’ anni di cammino con lui, posso testimoniare la realtà della vita spirituale. La sua fedeltà e la sua benevolenza non ci hanno mai mancato e si sono spesso manifestati. Ho appreso (ed apprendo ancora oggi) ad obbedire, a volte nella gioia, ma anche nella sofferanza e nel mormorio.

Nella mia infedeltà e disobbedienza, scopro la Sua compassione immensa a mio riguardo. Nella mia debolezza, il Suo amore è per me un sostegno potente. Tre anni fà, sul terrazzo de più alto dei palazzi, ho sentito in cuore di pregare per la città nella quale abito, e ho osato anche dire ad alta voce : Signore, nel Tuo nome m’impadronisco della città ", senza troppo sapere dove ciò mi condurrebbe." Credetelo o no, senza suscitarlo da parte mia, mi hanno proposto la gestione immobiliare della città. Ho lasciato l'esercito ed io sono diventato l'amministratore di ciò che con la fede mi ero impadronito..

Nella mia nuova vita "civile", io Lo vedo all’opera come lo fu per la mia carriera militare o per le missioni alle quali ho partecipato, (Un giorno, Egli aveva anche cambiato delle condizioni climatiche, creando un'anomalia meteorologica). Molte volte, mentre la mia condizione di soldato mi obbligava al dovere di riserva e mi proibiva di testimoniare in servizio, Egli ha disposto Lui stesso delle circostanze per la sua gloria ed condurre degli altri militari ad incontrarLo.

Nei vari cambiamenti, abbiamo sempre lasciato a Dio il compito di disporre del nostro appartamento. Ogni volta, Egli ne ha fatto un luogo dove uomini e donne hanno potuto riunirsi attorno alla sua parola, nella preghiera e nella lode.

Nella nostra famiglia, abbiamo spesso beneficiato delle Sue compassioni, che sia per la nostra coppia, l'istruzione dei nostri figli, la guarigione di un membro della famiglia e anche le nostre finanze. Diciotto anni fa, quando il nostro terzo figlio è morto alla nascita, la sua pace è stata di un soccorso straordinario. Ci ha anche fatto la sorpresa e la gioia di darci un altro figlio, che è nato nel giorno del compleanno dei nostri ventidue anni di matrimonio.

Dio ci conduce in vie straordinari e possiamo, insieme, guadagnare delle vittorie per noi e per gli altri. Realizziamo che il Suo Spirito è all’opera oggi e che spande i suoi doni sui suoi figli, che questo sia per il discernimento degli spiriti, conoscere una situazione o esercitare una parola profetica per l’edificazione della sua chiesa. A volte, siamo invitati a pregare per le persone malate o negli squilibri particolari, a volte anche nei legami demoniaci.

Ma qualunque sia il risultato, facciamo sempre in modo che gli sguardi si orientino verso Gesù. Allora come rifiutare di essere un militare quando si ha visto Dio agire con amore e precisione in tutti i campi della propria vita sociale e familiare. Noi vediamo la Sua grazia manifestarsi, anche se non è così spessissimo come lo si vorrebbe.

Per quanto riguarda ai miei turbamenti di coscienza, la bibbia mi insegna che il primo pagano a convertirsi fu un militare, che fu un ufficiale romano che ha suscitato l'ammirazione di Gesù per la sua fede rara e grande, e che fu anche un soldato che ebbe il coraggio lui solo davanti ad una folla odiosa di glorificare Dio al piede della Croce designando il Cristo crocifisso !

Oggi, quello che mi rallegra in particolare, è la comunione intima che abbiamo con Lui con la Sua parola e lo Spirito Santo, come pure la meravigliosa speranza che ha messo nei nostri cuori che riguardano la nostra salvezza e il ritorno glorioso di Gesù.

In attesa di questa promessa, vogliamo lasciarGli la libertà di fare di ciascuno di noi "la luce del mondo ed il sale della terra", chiedendolo umilmente nel Suo nome.

Ora, non mi pongo più la domanda se si può essere cristiano e militare allo stesso tempo. Mi chiedo piuttosto la domanda di sapere come si può dire "Non credo in Dio" e nello stesso tempo di non crederLo in tutto quello che Egli ci rivela attraverso la Bibbia. L’ho molto spesso visto onorare le Sue promesse e rispondere alla preghiera dei cristiani.

Oggi, Lui m’ ha condotto con la mia sposa ad esercitare un compito di cappellano di prigione. Là, noi vediamo la Sua grazia intervenire nel cuore dei caduti più in basso, abbiamo il privilegio di tenerci a loro fianco per comunicare il consiglio della parola riparatrice di Dio.

ELDIN Pietro Antonio, cinquantenne, militare di carriera in pensione, ma sempre figlio di Dio in attività.


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